" Si è tifosi della propria squadra perchè si è tifosi della propria vita, di se stessi, di quello che si è stati, di quello che si spera di continuare a essere. E' un segno, un segno che ognuno riceve una volta per sempre, una sorta di investitura che ti accompagna per tutta la vita, un simbolo forte che si radica dentro di te, insieme alla tua innocenza, tra fantasia, sogno e gioco."

giovedì 27 febbraio 2025

Petites Madeleines...


 di Roberto 48

 E ritorniamo dalle parti di Proust e della famosa “Madeleine”, il morbido dolcetto che un giorno la madre, vedendolo infreddolito, gli propose insieme ad una tazza di tè.  Per la verità il grande scrittore francese nella “Recherche”  descrive quei dolci, che aveva mangiato da piccolo, come “Petites Madeleines” e sono la rappresentanza che quel gusto può vivere così a lungo da far tornare alla mente ricordi che sembravano assopiti nella mente. Nel romanzo sono i gusti che fanno da eco distante, staccato, ma a mio parere possono esserlo anche i suoni, certi, in particolare, che riecheggiano da un passato che non torna.

Come la voce dell'annunciatore allo stadio Ferraris, quella che ha accompagnato per tanti anni l'attesa della partita, e poi l'intervallo e ancora, dopo il novantesimo (allora il recupero era un fatto straordinario) la fine del match prima del ritorno a casa. Chi è negli ”anta” da un bel po' di tempo ricorderà quei momenti e le réclames (termine/madeleine) che venivano snocciolate dallo stentoreo altoparlante mentre i tifosi, assorti in tutt'altri pensieri, ne venivano inconsciamente assorbiti. Mi pare ancora di essere lì, in gradinata, con gli amici, in attesa che la Samp scenda in campo.

 

“Mio nonno vestiva da Mauri, mio padre veste da Mauri, e io che sono giovane vesto da Mauri. Mauri abbigliamento, via San Luca 56 rosso.

 

“Dalla pioggia e dall'ombrello chi ti salva è Vittadello”.

 

“Un rigore si può sbagliare ma comprando da Gabbai non si sbaglia mai.

 

“Perasso liquori, Perasso vini tipici. Perasso in  Salita Arcivescovado”.

 

 

 

“Orchidea. Orchidea Night Club. Per una serata indimenticabile”.

 

Prima dell'inizio due annunci :

“Bulova Acutron, l'orologio dell'era spaziale, è lieta di offrirvi l'ora esatta”

”La Stock 84 è lieta di presentarvi le formazioni in campo”

E alla fine:

“La tua squadra ha vinto? Festeggia con Cynar! La tua squadra ha perso? Consolati con Cynar. Aperitivo Cynar contro il logorio della vita moderna”.

 

Ecco tra poco usciranno dalle scalette (che erano tra la fine dei Distinti e la gradinata Sud): vedo subito la pelata di Cucchiaroni e i fulvi capelli di Skoglund, e il gigante Vincenzi insieme all' “Orsacchiotto” Bernasconi, e Bergamaschi con Battara. Non so descrivervi l'emozione di quel tempo perché è connaturata alla vita stessa e al pensiero di cosa sarà in futuro. Chi sarò fra trent'anni? E la Samp sarà ancora così? Bellissima nel mio cuore pur se povera nei risultati? Riuscirà un giorno ad essere lassù nel posto più in alto della classifica? Sognare, sognare....

 

E' venuto il momento di scendere dalla mia immaginifica macchina del tempo e sento veramente che il ricordo del passato è qualcosa di imprescindibile nella nostra esistenza la quale non può sussistere unicamente nel “qui e ora”. Senza memoria la vita non ha senso. Noi siamo un impasto delle diverse epoche che ci hanno visti interpreti o solo anche semplici passeggeri.

 

E il pensiero di quel tempo in cui la Samp mi portava gioie (poche) e sofferenze è qualcosa di veramente straordinario, il parto di un amore che non ha mai fine. E poi verrà Mantovani, e gli incontri ai teatri Boggiano e Feroviario, e Boskov, Mancini e Vialli, Souness, Platt e Gullit, e la gloria che si pensava non dovesse avere termine, troppo belli quei tempi. E ora....ora.... Non si dice che si debba vincere come in passato, i tempi cambiano, purtroppo. Basterebbe quel clima onesto e silenzioso, fuori da ogni rumore malsano, con il solo eco di quell'antica voce: "Mio nonno vestiva da Mauri..."

9 commenti:

Semarco ha detto...

Un altro bellissimo articolo Roberto 48, una perla, tante cose che condivido come ricordo anche se spostate di qualche anno più in là, metà anni sessanta, ma le pubblicità erano le stesse, ricordo benissimo l'odore dell'erba appena falciata che si sentiva entrando a Marassi, una Domenica che conobbi Damiano Damonia, il tamburino, e poco dopo l'avvocato Volantini, andavo alla partita in tribuna con mio nonno che era un ex arbitro e si preparava ad andare al campo (come diceva lui) come se andasse alla Messa, vestito di tutto punto, un Sampdoria Milan finito in pareggio che detenne il record di spettatori per molto tempo, i colori delle bandiere della Sud che mi affascinavano così come il ritmare dei tamburi, finita la partita si passava da un bar vicino al Cinema Alcione che esponeva i risultati delle altre partite, altri tempi, più genuini, meno tecnologici, o forse è solo il rimpianto della gioventù ormai svanita

Semarco ha detto...

Colantuoni accidenti al correttore

Riccardo ha detto...

Anch’io mi ricordo perfettamente gli spot allo stadio, che ricordi … Un calcio più autentico e quello dello speaker era senza dubbio un marchio inconfondibile di quel calcio e di quell’epoca fatta di bandiere, di soli 2 stranieri e delle maglie dall’1 al l’11. Che nostalgia. Grazie ancora Roberto per questa tua perla.

El Cabezon ha detto...

Mi stavo per l'appunto domandando chi diavolo fosse l'avvocato Volantini :-)))

robmerl ha detto...

Il piacere dell'attesa superava spesso (quando non si vinceva ovviamente) quello della partita. E quando c'erano le intemperie, ci si sentiva ancora più vicini ai nostri eroi che soffrivano in campo: ricordo un 2-0 alla juve con doppietta di salvi in un pomeriggio di tregenda, buio che sembrava notte. E la tua squadra non vinceva, potevi "consolarti" con Grappa Piave o Brandy Landy Fréres

Anonimo ha detto...

Ora però mi chiedo se si potrà ancora parlare di calcio dal profondo buco nero della Storia nel quale siamo tutti precipitati. La Storia siamo noi, canta Francesco De Gregori. " che abbiamo tutto da vincere e tutto da perdere". Siamo noi che in fondo la determiniamo anche con il semplice gesto di infilare una scheda nell'urna. Nessuno di noi è innocente. L'incapacità di comprendere è la causa di tutto. Aveva capito tutto Totò quando nel film "Miseria e nobiltà" dice al cafone "Lei è ignorante? Bravo, bravo.Viva l'ignoranza. Tutti così dovrebbe essere. E se ha dei figli non li faccia studiare" In fondo è vero, certi personaggi sono messi su dalla gente, quella maggioranza che, causa appunto l'inettitudine e l'incapacità di capire, non comprende il gravo danno che ne deriverà alla collettività. Perché, a pensarci bene, anche quello coi baffetti e il ciuffo era stato "democraticamente" eletto.
Scusate l'intromissione nei confini demandati ma i fatti dell'ultima ora sono assai sconvolgenti oltre che del tutto inediti.
Roberto 48

robmerl ha detto...

sì, però biden e più in generale i c.d. liberal americani hanno preso delle posizioni, sia in politica interna sia in politica estera, che non potevano non irritare il ceto medio - immiserito là come e forse più ancora di qui. E in Liguria....

Anonimo ha detto...

Robmerl , per lo strettamente politico, anche per non allargare il discorso che sarebbe troppo impegnativo in questo contesto, mi limito ad un No Comment o come nel pugilato No Contest
Roberto 48

robmerl ha detto...

rifugiamoci nel calcio...se riuscirà a tirarci un po'più su di morale