" Si è tifosi della propria squadra perchè si è tifosi della propria vita, di se stessi, di quello che si è stati, di quello che si spera di continuare a essere. E' un segno, un segno che ognuno riceve una volta per sempre, una sorta di investitura che ti accompagna per tutta la vita, un simbolo forte che si radica dentro di te, insieme alla tua innocenza, tra fantasia, sogno e gioco."

lunedì 14 settembre 2026

Ennesima disfatta...


Terza sconfitta consecutiva per la SAMPDORIA che cede di schianto a Mantova, un k.o.  che relega i blucerchiati a un malinconico ma ormai quasi consueto ultimo posto in classifica!

Primo tempo di una noia assoluta,  al 45' in pratica i tiri in porta saranno zero da ambo le parti, possesso palla nettamente a favore dei padroni di casa e Samp più propensa alla giocata in verticale ma di pericoli per Bardi e Vindahl neanche a parlarne...

Nell'intervallo Corradi passa al 4-3-3, togliendo l'impalpabile Begic per Abildgaard e dirottando Verschaeren sull'out di destra, e la Samp ha subito un guizzo con Insigne la cui conclusione da posizione defilata è respinta in angolo da Bardi...

Neppure il tempo di illudersi di prendere in mano le redini del match che è il Mantova a passare in vantaggio, e nella maniera più grottesca possibile: lancio dalla difesa di Castellini, Gartenmann si lascia sfuggire in velocità Ruocco che, pur non controllando benissimo approfitta della ( probabile? ) mancata uscita di Vindahl e lo batte in diagonale...

La reazione blucerchiata non tarda ad arrivare, pochi minuti e Abildgaard conquista un rigore, dal dischetto un pò a sorpresa si presenta l'appena subentrato Lauritsen, al suo esordio in campionato: la conclusione del norvegese è a dir poco sciagurata e la sfera termina nettamente a lato...

Gol sbagliato, gol subìto: la vecchia regola non scritta del calcio si materializza neppure due minuti più tardi con Ilie che pesca in area il neo entrato Longonda, controllo in totale solitudine e conclusione di piatto imparabile per l'incolpevole Vindahl...

Il Doria è anche sfortunato quando poco dopo Gartenmann da calcio d'angolo di testa coglie il palo interno, poteva essere l'episodio che riapriva il match e invece ne è in pratica la pietra tombale, da quel momento sarà il Mantova a sfiorare in almeno un paio di circostanze la terza rete...

Quella del Martelli è l'ennesima disfatta di questi ultimi, tragici anni!

Sicuramente è il k.o. più brutto di questo sciagurato avvio di stagione: se le sconfitte contro Juve Stabia e Palermo ci avevano comunque mostrato, almeno a sprazzi, una Samp con un'idea di calcio, ieri è sembrato di rivedere l'armata Brancaleone degli ultimi due disastrosi campionati!

Certamente gli episodi non ci sono girati bene, se Lauritsen avesse realizzato il rigore del pareggio chissà come sarebbe andata a finire, ma è un alibi davvero troppo fragile che non può giustificare una prestazione piatta, la squadra ieri è sembrata totalmente disorganizzata e priva di idee, l'ostinazione di Corradi di schierare Tutino unica punta sta diventando sempre più incomprensibile ma soprattutto deleteria!

E poi gli errori difensivi e di Vindahl stanno diventando una costante di ogni gara!

1 punto in 4 partite: probabilmente neppure il più pessimista dei tifosi blucerchiati avrebbe potuto immaginare questo ennesimo, pessimo inizio di campionato!

E sabato pomeriggio a Marassi arriva il Catanzaro per una gara che, parole di Corradi, è già da dentro o fuori...avrà mai fine questo calvario???




22 commenti:

Osch ha detto...

Sintomatico lo trovo il fatto che tutti noi cerchiamo di trarre dei giudizi positivi anche e soprattutto nelle sconfitte, vedi Palermo…abbiamo giocato alla pari e così via. Abbiamo perso 3:1 a Palermo, 3:1 non c’è altro. Siamo cascati nel limbo della sconfitta come compagna perenne. Questa società è stata distrutta soprattutto nella dimensione morale da proprietà e dirigenza con obiettivi diversi da quelli sportivi. Noi tifosi ci adeguiamo alle situazioni e ogni anno cantiamo la stessa messa.

Anonimo ha detto...

E' incredibile il fatto come ogni anno si viva sempre la stessa orribile situazione con la Samp sistematicamente ultima in classifica ed un'umiliazione nazionale che non ha mai fine. Siamo la squadra, tra serie A e serie B, che ha subito più sconfitte negli ultimi 5 anni. Siamo fuori da ogni considerazione collettiva. Ora magari si perde (o pareggia) anche con il Catanzaro e fuori Corradi e avanti il solito carneade di turno. E poi via alla solita nenia: dobbiamo salvarci. Ma si può continuare così? Io ritengo abbia ragione Riccardo. La soluzione è....scomparire dai radar. Ma mi dispiace perché El ci mette tanto impegno e lo ammiro molto per questo. Ma la sofferenza è veramente pesante. Riguardo tutti, ma proprio tutti, quelli che fanno parte della Sampdoria dal proprietario all'ultimo calciatore, si attaglia bene loro una frase, che ora ricordo, apparsa su un muraglione del Lungo Tevere a Roma dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Dice.
"E mo' annatevene tutti, lassatece piagne da soli"
Roberto

Modernist359 ha detto...

Sì, effettivamente ci eravamo un pò tutti o quasi illusi che questa squadra fosse una buona squadra ma purtroppo la realtà si è dimostrata ben diversa. Sono stati presi giocatori in ogni reparto (a parte l'attacco dove siamo deficitari) con problemi di ogni tipo e purtroppo per poter fare (in gergo culinario) una buona minestra è necessario che tutti gli ingredienti siano compatibili fra di loro e nel caso dei giocatori si parla di amalgamare i vari soggetti che al momento rappresentano una vera e propria babilonia dove la lingua parlata dovrebbe essere l'inglese per capirsi...e questo è solo uno degli aspetti. Corradi probabilmente non ci sta capendo più niente e sarà quasi sicuramente proiettato verso la fine di Donati come lo scorso anno. Noi continueremo a soffrire, ho paura per molto tempo ancora, ma bisogna fare punti altrimenti quest'anno non ci salva nessuno. Sarà difficile, ma spero almeno in Insigne, l'unico che potrebbe dare una svolta sabato prossimo, ma abbiamo una difesa da paura...

El Cabezon ha detto...

Ciao a tutti,
ma qualora sabato andasse male, propendereste per l'esonero di Corradi?
Io no, a meno che davvero non ci sia un'umiliante debacle che facesse intendere come i giocatori di fatto abbiano già "mollato" il mister...
Due sono le riflessioni per le quali proverei a non operare l'ennesimo cambio di allenatore :
1- quella di Mantova è stata la prima partita veramente steccata dalla squadra, nelle tre precedenti, anche se a sprazzi, qualcosa di buono si era visto e comunque, pur nel disastro generale di domenica scorsa sei stato punito, per proprie colpe sia chiaro, anche dagli episodi...
2- finora Corradi ha dovuto fare a meno di parecchi elementi, non mi metto a contarli ma superiamo di certo le 5 unità, e fare a meno di più di 5 potenziali titolari non è roba da poco, dopo Catanzaro arriva la maxi sosta e si può ragionevolmente confidare e sperare che buona parte dei fin qui indisponibili possa tornare a disposizione e acquistare uno stato di forma decente...avrebbe senso esonerare un allenatore proprio nel momento in cui potrebbe finalmente allenare un organico quasi al completo?

Ovviamente queste mie personali considerazioni non tengono conto, mi ripeto, di un ennesimo e mortificante k.o, in quel caso dovrei mio malgrado rivedere tutto...

robmerl@libero.it ha detto...

dobbiamo andare dove ci compete:in serie C (dove La Gumina segna a ripetizione), con una nuova proprietà e dei giocatori giovani. Io affideri la squadra a Lombardo, che ha già raggiunto una salvezza quasi impossibile. Giocare la B per salvarsi più o meno di culo a fine campionato non ha letteralmente senso. Scusate lo sfogo amici

Osch ha detto...

Purtroppo questi non sono i quesiti appropriati. Qui non c’entra più chi allena o come può essere il modulo di gioco per le prossime partite.
Hanno fatto una macumba.. Si potrà parlare di nuovo di calcio giocato quando cambieranno i proprietari.

Anonimo ha detto...

Scusami El ma è grave il fatto che si possa aver perso per l'unica partita steccata e aver perso le.altre giocando bene o quasi
È inaccettabile.specie.per una squadra che di queste situazioni in 4/5 anni ne ha fatto una regola
Penso che una brutta prestazione col Caranzaro debba portare necessariamente all'esonero di Corradi perché il nuovo allenatore avrebbe ben tre settimane per rivoluzionare la squadra e rivoltarla come un calzino
Roberto

Modernist359 ha detto...

Sul fatto di esonerare o meno Corradi nel caso di un'altra battuta di arresto molto pesante con il Catanzaro sarei molto dibattuto in quanto lo reputo una persona molto seria anche se inesperto per la categoria ed effettivamente è stato sfortunato per non aver avuto a disposizione tutti gli uomini nei vari reparti.
D'altro canto certe decisioni nella gara col Mantova (una su tutte quella di far battere il rigore a Lauritsen che mancava dal campo un bel po' di tempo) mi hanno lasciato interdetto. Purtroppo è anche vero che la scelta di far giocare nuovamente in porta Vindhal (che qualcuno giustifica dicendo che il giocatore deve rientrare in forma per evitare un nuovo infortunio) mi lascia sicuramente perplesso, ma qui è in gioco per me l'obbligo da parte della dirigenza, per chissà quali accordi presi col procuratore del giocatore, e quindi assolvo in parte l'allenatore. Come dice comunque Roberto, se esoneri Corradi questo sabato daresti tempo al nuovo allenatore (ma quale???) di recuperare al pieno diversi giocatori e di creare una certa intesa negli schemi etc etc: lo stesso tempo, però ce l'avrebbe anche Corradi...scusate ma per il momento non mi schiero ed incrocio le dita per non perdere....

Anonimo ha detto...

Scusa Modernist ma Corradi è serio perché non dice brutte parole? Sto scherzando, ovviamente, ma anche Donari era serio. Il fatto è che entrambi mancano della caratteristica principale per navigare nel mare periglioso della serie cadetta, appunto la conoscenza approfondita della categoria. Sono dei neofiti e come tali si ritrovano a dover affrontare problemi per loro insolubili che solo l'esperienza è in grado di superare.
Personalmente sono convinto che se prendesse le redini della squadra uno come Iachini con gli uomini di cui dispone la Samp la porterebbe in serie A.
Già, serie A. Mi viene alla mente un pensiero alquanto macabro ma molto realista. Ovviamente anche per quest'anno dobbiamo scordarcela, ma un altr'anno ci saremo ancora? Intendo come Italia, Europa, Mondo. Con i venti che tirano.......
Roberto

Semarco ha detto...

Bisogna vivere alla giornata Roberto, purtroppo l'aspetto che potrebbe sollevarci il morale nel caos odierno, la Samp ovviamente, contribuisce a invece a tirarci ancora più giù, non vi nascondo che al rigore sbagliato e al loro raddoppio immediato mi veniva davvero da piangere, sarà l'età

Anonimo ha detto...

Urge un chiarimento, paradossalmente il problema attuale della società non è il portiere non è il terzino sinistro non è l'attaccante o l'allenatore, ma la sopravvivenza in questa categoria, a breve ci sarà un riassetto societario (l'ennesimo) che porterà ad ottemperare scadenze debitorie che ammontano allo stato attuale a circa trenta milioni di euro, il signor They vuole la presidenza e porterà con il benestare della FIGC il suo uomo di fiducia (osteggiato nel Regno Unito) quindi caro Roberto quale è la morale, "Non c'è mai fine al peggio, solo la fine". Luigi.

Anonimo ha detto...

P.s L'unica speranza per i nostri colori è legata al Dottor Manfredi....

El Cabezon ha detto...

Luigi*
ma tu che grazie alle tue conoscenze sei sempre molto ben informato sulle vicende societarie...avresti voglia di spiegarmi/ci di questo ulteriore passo avanti di Tey nel mondo SAMPDORIA?
Qual è il suo disegno, il suo scopo finale?
E' davvero convinto di approdare in serie A e poi rivendere la società?
Perchè spende fior di quattrini per ripianare i debiti ma non investe in calciatori?
Se poi volessi approfondire la tua postilla su Manfredi te ne sarei molto grato...:-)

Riccardo ha detto...

Finchè ci saranno questi farabutti al comando scordiamoci la serie A, spero che questo sia chiaro a tutti i Sampdoriani ( altro che striscioni unico obiettivo….). Se ci va bene manteniamo la categoria, se ci va male ( secondo me o questi si dileguano stile Parma oppure da qualche inchiesta vengono fuori le porcate che stanno facendo perché le stanno facendo) falliamo e si riparte (forse) da 0.
Capitolo allenatore: io sarei favorevole ad un esonero di Corradi solamente se a sostituirlo fosse Attilio, altrimenti ho solamente paura per chi potrebbero prendere come sostituto.

Anonimo ha detto...

Domenica 13 settembre ho letto un articolo interessante su Repubblica a firma Gabriele Romagnoli (giornalista mai banale) dove si analizza come avviene la gestione di certe società e qui in particolare l'Atalanta. Titolo: "Chi fa il tifo per una plusvalenza".
Domanda: perché l'Atalanta non ha mai vinto lo scudetto? Risposta: per vie delle plusvalenze. La squadra "ha sempre perso un pezzo prima di mettere pensieri a Inter, Milan, Juve, persino Napoli". Il quale Napoli "ha vinto due campionati" e l'Atalanta nessuno anche perché "ad ogni estate rimonta una macchina quasi perfetta con risultati sempre buoni, mai ottimi".
E continua "Il modello Atalanta ha creato nei tifosi delle squadre di media classifica aspirazioni ragionieristiche, li senti esultare se si vende a 30 un giocatore comprato a 10, mentre i loro padri avrebbero detto 'Vento milioni in campo non fanno gol'. Dieci anni di prosperità sempre in alta classifica, danno davvero più felicità di quella provata a Leicester, un anno magico poi giù e su?.....Eppure una qualificazione in Champions, qualche vittoria, il passaggio del turno, ripagherebbero una mancata cessione. Andando lontano perfino quella di un Nico Paz, per dire." Che il modello Atalanta sia perfettibile lo ha affermato l'uomo che lo ha sorretto per anni, Giampiero Gasperini che a Roma quando hanno cercato di vendergli Koné "per fare una ricca plusvalenza ha dato di matto e ha dato dei matti ai dirigenti: che modello è questo?"
Come dire che per questi motivi, caro El, dovrei gioire per lo scudetto al Como. Ci penserò.
Roberto

Anonimo ha detto...

Cabezon il primo dilemma che hai posto è più che giustificato, nessuno ad oggi degli addetti ai lavori giornalisti o dirigenti sopra le parti sanno spiegarsi le motivazioni che spingono un'uomo influente nel sud-est asiatico a sperperare il suo denaro senza averne un ritorno attorniandosi di persone che dovrebbero occuparsi d'altro visti i risultati sul campo il che porta a formulare varie ipotesi al momento non suffragate da dati oggettivi che rimangono tali, sul tuo secondo quesito si può fare maggiore chiarezza, nel momento in cui Manfredi ha ceduto le quote a lui appartenenti al signor They esisterebbe una clausola (notizia da fonti giornalistiche) che imporrebbe di nominare un Advisor per vendere la società Sampdoria termine ultimo il primo Luglio. In tutto questo guazzabuglio visti i risultati sportivi e un CDA sempre in evoluzione i creditori avrebbero (il condizionale è d'obbligo) la possibilità di avvalersi da subito dei loro soldi e non aspettare le date di scadenza qualora la gestione fosse rimasta quella precedente. Francamente siamo un pò stufi di ipotesi future, illazioni, supposizioni, l'unico dato certo è che la Sampdoria da tre anni naviga sempre nei bassifondi della classificata in una categoria che non le appartiene con l'aggravante di ritrovarsi qualora le cose precipitino in uno dei gironi infernali della serie C e qui ci riporta al quesito caro Cabezon che ti sei posto, a chi giova tutto questo, perchè comprare una società senza averne un'utile, qualunque datore di lavoro se si accorgesse che i suoi dirigenti non svolgono bene il suo lavoro li sostituirebbe. L'evoluzione può essere necessaria soltanto a colui che si renda conto della sua situazione e della possibilità di cambiarla. Luigi.

Anonimo ha detto...

noi facciamoi tifosi, non gli analisti finanziari. Se a Tey sta bene di perdere 40 mln all'anno, vuol dire che deve riciclare dei soldi con il calcio e che non intende investire nei risultati sportivi. Forse è per questo che rifiuta le proposte di acquisto della società (robmerl)

El Cabezon ha detto...

Grazie mille Luigi,
non capisco bene il passaggio su Manfredi, nel senso perchè uno che alla fine, con le buone o con le cattive è stato messo alla porta, dovrebbe poi avere il potere di condizionare o decidere le sorti future della società della quale non fa più parte, è tutto così opaco...mah...
Un'ultima curiosità se puoi: hai scritto che Tey è un personaggio influente dalle sue parti, io invece da qualche parte avevo letto che a Singapore Tey sia in pratica un illustre sconosciuto, dove sta la verità?

Anonimo ha detto...

E' strano come spesso ci sia un filo rosso che congiunge i fatti della vita.
Ieri su Repubblica c'era un'intervista a Massimo Moratti nella quale, tra le altre cose, si legge che " Oggi i presidenti non sono proprietari. E se lo sono pensano a vendere i club. Le squadre erano nostre, non come oggi".
Oggi apprendo della scomparsa di Sandro Mazzola. Un autentico gigante del calcio per due motivi: il primo per il valore assoluto che portava in sé, il secondo in relazione alla pochezza del calcio dei nostri tempi. Quello era il tempo in cui le formazioni erano "fisse" e quelli come me si ricordano a memoria quella della Grande Inter: Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarneri, Picchi, Jair, Mazzola, Di Giacomo, Suarez, Corso.
Allora il calcio era fantasia pura e giocatori come Mazzola (e Rivera, ca va sans dire) davano lustro alla partita con le loro azioni, dribbling, passaggi smarcanti, e gol, naturalmente. Il calcio, lo posso dire, e non è un'eresia, era anche poesia. Nella Coppa dei Campioni, l'Inter, il Milan, diventavano le squadre di tutti. Tutti ne eravamo tifosi e trepidavamo per le loro sorti e gioivamo quando vincevano le Coppe.
Chissà perché ma nel raffronto con i giovani che conoscono solo questo calcio mi viene in mente una scena del film "Miseria e nobiltà" quando Totò abbracciando la prosperosa Sofia (allora era Sofia e non Sophia) Loren dice al Marchesino: "Ma cosa vuoi capire alla tua età! Queste cose le possiamo capire noi!".
Roberto

Anonimo ha detto...

Cercherò di essere più esaustivo società nel panorama calcistico nazionale nella categoria alla quale appartiene la Sampdoria con una situazione debitoria precaria un monte ingaggi tra i più alti un'esborso finanziario al di là delle previsioni fa si che gli analisti finanziari in proiezione futura non siano molto ottimisti nel prevedere con questi soggetti un'inversione di tendenza detto questo mi ricollego al tuo quesito caro Cabezon l'handicap di non avere corrispondenti sportivi a Singapore non aiuta sicuramente l'unico dato oggettivo è che la squadra naviga sistematicamente nei bassifondi della classifica da ben tre anni di conseguenza l'appeal per eventuali investitori viene a mancare nonostante qualche offerta durante il periodo estiva sembra sia arrivata ma rispedita al mittente. Quanto può perdurare questa precarietà? Domanda da un milione di dollari. Il perchè Manfredi abbia posto la clausola sull'imporre all'attuale proprietario di nominare un'advisor per la cessione societaria contribuisce ad infittire la matassa. Non resta che affidarsi alla frase di Lorenzo dè Medici del doman non v'è certezza nonostante lui stesso inviti a godere del presente perchè il tempo fugge e il futuro è incerto. Luigi.

El Cabezon ha detto...

Grazie Luigi!

robmerl ha detto...

Ciao Sandro grande uomo e grande campione - e GRAZIE DI CUORE!!!!!!!!!!!!!!!