Da ieri è ufficiale: Americo Branco è il nuovo direttore sportivo della SAMPDORIA.
Portoghese, 35 anni, Branco ha iniziato la sua carriera dirigenziale in patria alla guida di squadre non di primissimo piano, nel 2022 è poi approdato in Olanda, precisamente al Fortuna Sittard dove è rimasto fino al termine di questa stagione sportiva.
Ma Branco non sarà l'unica novità riguardante il prossimo anno: ieri sono state ufficializzate dalla società le nuove figure responsabili dell'area tecnica per quella che, a tutti gli effetti, si può definire come l'ennesima rivoluzione...
Promozione per Lorenzo Ariaudo che dopo tre anni da team manager diventa il nuovo direttore tecnico ( figura ai miei personalissimi occhi abbastanza oscura e indecifrabile...), il suo posto verrà preso da Mattia Stante, un passato nel Ravenna e nella Ternana mentre il nuovo responsabile dell'area scouting sarà Josè Manuel Barbosa Alves, più noto come Coelho, ex calciatore anch'egli portoghese.
Ci sono un italiano, un danese e due portoghesi...sembra l'inizio di una barzelletta, e invece saranno personaggi di queste nazionalità a decidere le sorti della SAMPDORIA nel prossimo futuro, e se a ciò aggiungiamo che i soldi li mette un singaporiano e che a dettare le linee guida è un inglese che vive sull'isola di Man il bizzarro ed esterofilo quadretto è completo!
Sia chiaro: in linea di massima non ho preclusioni verso professionisti esteri che non conosco assolutamente e che valuterò solo ed esclusivamente per ciò che mi dimostreranno, ma mi chiedo il motivo di scelte all'apparenza cervellotiche e complicate, perchè non scegliere strade teoricamente più semplici?
Che avesse ragione Lorenzo Licalzi, scrittore e psicologo di fede blucerchiata che qualche settimana fa, intervenendo in una trasmissione TV dichiarò che a suo parere l'obiettivo di questi personaggi è quello di svuotare la società di ogni figura legata al mondo blucerchiato per poter comandare a proprio piacimento senza interferenze?
Dopo questi anni mortificanti e logoranti sotto ogni punto di vista la mia fiducia è quasi pari a zero, la speranza è che le negative sensazioni possano lasciare spazio a visioni più ottimistiche e speranzose...
Per la nuova SAMPDORIA manca ancora un tassello, di certo di non poca importanza, ossia quello del nuovo allenatore: se fino a pochi giorni fa sembrava scontato l'arrivo di un mister straniero, nelle ultime ore sta prendendo quota il profilo italiano, con Pecchia e Possanzini, entrambi due x, tra i principali candidati...
Forse da questa scelta si potrà capire cosa ci aspetterà nei prossimi mesi, con la speranza che a decidere le nostre sorti non sia un Branco di...incapaci!

35 commenti:
"Facite ammuina". Stiamo applicando il celebre ordine di servizio della marina borbonica per gettare fumo negli occhi della tifoseria. "Cambiare tutto per non cambiare nulla".
Stavo guardando gli highlights di Olanda Giappone e ai gol degli arancioni c'è un esultante ciccione in panchina chi? Non voglio nemmeno nominarlo
Roberto
Quando lo vedo non posso non pensare al "male" che ci ha fatto, chissà se si rende conto, se ha mai compreso che ci ha negato la gioia più grande, un sogno che non si potrà mai più realizzare...
Nel frattempo è ufficiale il riscatto di Begic, che si è legato ai nostri colori con un contratto quadriennale, tanto mi aveva entusiasmato all'inizio quanto mi aveva fatto storcere il naso successivamente, doveroso comunque riscattarlo e puntarci, sono soddisfatto!
Bejic soddisfa anche me, intanto però inizia lo stillicidio di notizie che trovano regolare smentita, Possanzini non viene, Pecchia è complicato, che palle!
Non sarà mica per i 5 fissi nello staff tecnico che non vuole venire nessuno?
Ci tengono in ostaggio. Nell‘ ambiente lo sanno tutti e così non ci vuole venire nessuno
Siamo al 20 di giugno, sono passati 50 giorni esatti dalla partita col Sudtirol che certificò la nostra salvezza, tra 22 giorni inizia il raduno e siamo, di fatto, senza allenatore e senza squadra!
Delle due l'una: o ci stanno rimbalzando tutti, per i motivi più disparati oppure, e in questo caso sarebbe ben più grave, questi stanno letteralmente brancolando nel buio e davvero non sanno dove andare a parare, ieri il sito di Telenord addirittura riportava la notizia che potrebbe esserci un clamoroso dietrofront su Lombardo, sempre che lui accetti ovviamente...
Uno vorrebbe essere ottimista e fiducioso per il futuro, ma di fronte a questi NON FATTI come si fa???
Cabezon non siamo senza una squadra e senza allenatore siamo senza società il che è ancora peggio e che porterà inevitabilmente questi colori molto vicini al baratro. Luigi.
eh si eh gia'
Dai che non è poi tutto da buttare, da ieri abbiamo un nuovo direttore della comunicazione tal Declerq, che arriva dall'Anderlecht, guarda tu i casi della vita la stessa squadra da dove proviene Fredberg...ma si, piazziamo gli amici degli amici degli amici...
Corradi!? Profilo che si adopera alla gestione Fredberg. Un allenatore alle prime leve dopo un percorso In FIGC. Uno che non chiede nulla. Incassa pur di ricevere un incarico. Donati bis. Sarà anche buono ma l‘ approccio è simpatico. Che società derelitta
quel profilo internazionale di cui blateravano...e' appena iniziata l' estate e mi sono gia' rotto
Approccio sintomatico
Abbiamo un allenatore che non ha mai allenato...però sa benissimo l'inglese. Come barzelletta non è male
Sapete qual è la cosa più sconfortante cari amici?
E' che Corradi verrà scelto semplicemente perchè...non ha un suo staff!
E siccome in società, almeno così si legge, vogliono a tutti i costi appioppare allo sfigato nuovo mister che arriverà 3/4 elementi già sotto contratto...ecco che l'identikit ideale è proprio quello di un allenatore che non ha alcun collaboratore!
Poi, come penso anche voi, nulla di personale contro Corradi, che magari farà pure benissimo ( Dio lo volesse! ) certo però che queste scelte cervellotiche e per certi versi incomprensibili fanno davvero passare la voglia...
Qualche giorno fa è scomparso Igor Protti, formidabile attaccante degli anni'90 e primi anni duemila, unico calciatore della storia ad essere stato capocannoniere con una squadra poi retrocessa!
Non ha mai vestito la nostra maglia, e personalmente non ho il benchè minimo legame con le squadre per le quali ha giocato eppure...è stato uno dei miei idoli assoluti in gioventù fin da quando giocava a Livorno a metà anni '80, ricordo che uscito da scuola compravo la Gazzetta e cominciavo a leggerla in pratica dai tabellini di C1 e C2 e puntualmente lui compariva nel tabellino dei marcatori...
Nel 1996 sembrava dovesse con mia grande gioia approdare alla SAMPDORIA per prendere il posto di Chiesa, ma poi non se ne fece nulla...pensate, anni dopo fu ospite in una trasmissione radiofonica condotta da Ivan Zazzaroni, mandai un sms per chiedere se davvero fu a un passo dal venire alla Samp, Zazzaroni lesse il mio messaggio ma non riuscìì mai ad ascoltare la sua risposta perchè ero in autostrada e in quel momento entrai in galleria!!!
Giusto un anno fa annunciò la sua malattia e da allora l'ho seguito praticamente ogni giorno sui social, dopo un primo miglioramento le sue condizioni sono via via peggiorate e quando un mese fa è comparsa quella foto che ha fatto il giro del web di lui che, pur ormai stremato, accompagna la figlia all'altare ho intuito che era alla fine dei suoi giorni...
L'accoglienza che gli hanno tributato a Livorno è stata davvero da brividi, così come tutte le testimonianze di affetto di personaggi legati al mondo del calcio e semplici tifosi che hanno adorato sia il calciatore ma anche e soprattutto l'uomo che era...riposa in pace idolo della mia gioventù...
uomini veri....eroi di un calcio che non esiste più. Oggi solo figurine animate dai procuratori. E non si torna indietro!!!!
Sembra come in certi film fantasy quando la pagina scritta improvvisamente diventa bianca. Così adesso il mondo della Samp mi appare in completa dissolvenza. E le parole severe di Riccardo non aiutano, tutt'altro. Sono infatti rivelatrici di un momento che si sta rivelando come la pietra tombale di un mondo in via di disfacimento.
E' come se la storia blucerchiata si stesse completamente azzerando tramite l'azione spuria e farisaica di autentici nemici del nostro passato.
Viviamo un tempo di scollamento dai valori da sempre caratterizzanti una narrazione che si è dipanata in decenni nei quali, nel bene e nel male, si è vissuto una storia che è sempre stata contraddistinta da un sentimento di appartenenza legato tanto ai colori quanto a figure che ne hanno rappresentato la pura essenza in un “sacro” vincolo di grande sentimento.
Non c'è più il legame, l'abbraccio, la gioia di vivere, il sentirsi parte del tutto. Ora si parla un inglese ”sconosciuto”, si fanno calcoli nell'asfittica freddezza di un algoritmo.
E forse non è nemmeno uno stato d'animo che si fa voce solo dalle nostre parti se penso alle parole di uno che dell'essere tifoso ne ha fatto una sua particolare rappresentazione. Addirittura se ne è uscito con un'affermazione che sembrava impossibile poter uscire dalla sua bocca di milanista puro e immarcescibile. Ha detto Diego Abatantuono (Repubblica – Silvia Scotti): “Io sono un tifoso che si è dimesso. L'amore è lì, un pezzo di cuore non si cambia, ma non sento più trasporto. Ho perso interesse. Non vado a vedere le partite, non vado in trasferta. Non mi piace come si muovono, non mi piace il loro stile (chiara allusione alla proprietà – n.d.a.). Seguirò il Como, la città di mamma. Mi piace molto!”
Da parte mia non leggo più gli articoli dove si raccontano cose che al momento sono per me molto lontane.
Sarebbe bello vivere la propria squadra, il proprio mondo come succede a Nick Hornby tifoso dell'Arsenal e scrittore autore del famoso romanzo “Febbre a 90' “ che è tornato a festeggiare la vittoria in campionato dopo 22 anni di attesa. Romanzo che è diventato un pregevole film diretto da David Evans con un Colin Firth che ha raffigurato, come meglio non si poteva, il prototipo del tifoso “amante” come è successo a tutti quanti noi che abbiamo fatto della nostra squadra una fedele compagna di vita.
Ma ora che rimane se non il ricordo di vibranti corpuscoli di trascorsa felicità?
Sembra tutto finito pur se una piccola speranza ci fa auspicare un forte invito, come dice il grande Lucio, “ Chissà, chissà domani.... Aspettiamo che ritorni la luce. Di sentire una voce. Aspettiamo, senza aver paura, domani”.
Roberto
io invece ho paura
Ieri sera ho presenziato a Bogliasco a quello che potrei definire sit-in di protesta sotto la sede...a proposito, era la prima volta che vedevo davvero dove è ubicata, e mi ha preso un senso di disgusto: senza pretendere chissà quali stabili o Palazzi di pregio, è mai possibile che la sede di una squadra finalista in Champions League debba essere ubicata nello stesso edificio di un supermercato?
E poi quelle coppe in bella evidenza , immagino appoggiate su un davanzale per provare a dare ancora una parvenza di nobiltà a un club ormai da anni in caduta libera...ripeto, ho provato una strana sensazione, un mix di pena e disgusto...
Ma torniamo alla protesta: ammetto di avervi partecipato perchè logisticamente vicina, di certo dopo una giornata di lavoro non avrei mai attraversato la città per assistervi se fosse stata organizzata in centro, sotto la Sud o altrove, e l'ho presa come scusa per fare un'oretta di chiacchiere con gli amici, si è ribadito che il sostegno alla squadra non verrà mai meno ma che sarà guerra totale alla società, ogni occasione, anche extra partita, sarà buona per contestare!
Scelta giusta, scelta sbagliata?
Non saprei proprio, la ricetta giusta credo non l'abbia nessuno, ma l'incontro di ieri l'ho percepito come la volontà di stare assieme, di farci forza, e di non abbandonare la nostra squadra, di non lasciarla in balìa di chi la sta distruggendo...
Direi che il disgusto e il distacco sono iniziati, almeno per me, con la cessione farsa di Garrone jr. a Ferrero, il male inizia lì, non dovremmo mai scordarcelo, si è scollegata la Samp dalla città e dalla tifoseria, un passo per volta, il primo è stato quello
E' giusto, Semarco, mai dimenticare le origini del male.
Roberto
Anch’io mi sento un tifoso che si è dimesso, perché semplicemente per me la Sampdoria non è più la Sampdoria. Mi sento come quelle persone tradite dalla propria patria e costrette ad andare in esilio in attesa che cambi qualcosa. E ci sto veramente male. Ma per un fatto mio di coerenza, di amore verso la Sampdoria la mia protesta verso questa società non può essere che quella di prenderne totalmente le distanze e di non averci nulla più a che fare. Quindi niente stadio, niente tv, niente merchandising. Intendiamoci rispetto le posizioni di tutti i tifosi ( ognuno ha il suo modo e il suo pensiero nel manifestare il proprio dissenso), ma personalmente l’unico modo che vedo per dare un segnale , non dico a Tey e co., ma al mondo del calcio in generale è quello di distaccarsi completamente per dare come messaggio “di questo calcio non ne possiamo più “.
Rispondo in ritardo alle considerazioni di EL.
Per me Livorno è una città unica, a dispetto del conformismo nazionale, perché ha fatto dell'IDEA il punto centrale del suo "ESSERE" ed è per questo che sembra non far parte del Paese Italia.
Roberto
Che poi, sì, mi sto allontanando mentalmente dalle vicende blucerchiate attuali (alla mia età si può...) ma, ovviamente, non riesco ad essere del tutto indifferente perché l'indifferenza è il male più grande che esista. A tal proposito voglio trasmettervi questo famoso apologo
Roberto
"Prima vennero a prendere" è un celebre sermone del pastore tedesco Martin Niemöller che denuncia l'indifferenza di fronte alle persecuzioni naziste.
Il testo originale nasce come riflessione di Martin Niemöller, pastore luterano e oppositore del nazismo, sull'inattività degli intellettuali tedeschi durante l'ascesa al potere dei nazisti e le purghe dei loro obiettivi scelti, gruppo dopo gruppo
. La versione più nota recita: «Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare»
.
Condivido il tuo stato d'animo, Riccardo, però almeno non abbandonare questo spazio di riflessioni
Roberto
atarassia
Bellissima la citazione del pastore luterano
Ho letto la pagina su Repubblica di presentazione di Corradi
Pare abbia dei numeri
Bravo nella gestione dei giovani
A questo punto che dire?
Vedremo le risposte del campo
Roberto
sarà bravissimo coi giovani (se glieli mettono a disposizione) ma è poco lungimirante a voler mettere nello staff un ex bibino
che ci ha esultato in faccia dopo un goal nel derby, quello e' il grave...a murgita ai tempi nessuno disse niente auando venne come vice di di carlo
solodoria*
ma è vera questa cosa di Mutarelli che esulta in maniera...diciamo non appropriata???
O è una leggenda metropolitana?
Io ricordo che mi sta sulle palle, ed evidentemente se mi sta sulle palle c'è un motivo ben più "grave" dall'aver militato nei bibbi, ma non ricordo quale sia questo motivo...che sia proprio quello?:-)
Spero che youtube mi venga in soccorso...
Ne avrà una società di calcio allenatori in seconda da scegliere? No devi volutamente ingaggiare un ex rossoblu che ti ha fatto gol sotto la sud festeggiando provocatoriamente ora le cose sono due o la finta dirigenza ha simpatie pennute o non siete sani di mente. Capitolo allenatori Corradi Pecchia Possanzini chi più ne ha più ne metta ma se non acquisti giocatori forti per salire di categoria ma ti affidi solo ad algoritmi finendo per far arrivare solo dei ravatti anche Guardiola alzerebbe le mani. Prevedo un'anno molto turbolento grazie al gatto e la volpe. "Luigi "
el cabezon e' verissima, come ben ha ricordato anche luigi
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