" Si è tifosi della propria squadra perchè si è tifosi della propria vita, di se stessi, di quello che si è stati, di quello che si spera di continuare a essere. E' un segno, un segno che ognuno riceve una volta per sempre, una sorta di investitura che ti accompagna per tutta la vita, un simbolo forte che si radica dentro di te, insieme alla tua innocenza, tra fantasia, sogno e gioco."

domenica 15 marzo 2026

Buona la prima!


Buona la prima per Attilio Lombardo sulla panchina della SAMPDORIA: i blucerchiati riescono nel non facile compito di bloccare il Venezia capolista e di conquistare così un preziosissimo punto nella lotta per la salvezza.

Come da copione sono i lagunari a fare la partita, con la loro consueta fitta trama di passaggi a cercare poi l'imbucata centrale o lo sfondamento sugli esterni, clamorosa l'occasione capitata dopo 10' ad Hainaut che lasciato incredibilmente solo sugli sviluppi di un calcio d'angolo di testa spedisce in bocca a Martinelli...

Samp in avvio troppo passiva e attendista e che quasi mai riesce a impensierire l'ex Stankovic, l'unico pericolo lo crea Begic il cui tiro a giro si spegne a lato non di molto, mentre dall'altra parte Martinelli, incerto in qualche uscita è però reattivo tra i pali specie nel recupero quando dice di no prima a Kike Perez e poi ad Adorante...

Tutt'altra musica nella ripresa: la SAMPDORIA si toglie di dosso ogni timore e va a pressare alta, mettendo in difficoltà gli ospiti che pur costruendo probabilmente la più nitida palla gol dell'incontro con Busio ( tiro centrale respinto da Martinelli da favorevolissima posizione ) perdono d'intensità e di efficacia ...

Non che il Doria costruisca granchè anzi, l'unico tiro in porta sarà una conclusione masticata di Begic ma i ragazzi di Lombardo colpiscono per lo spirito da battaglia che gettano sul rettangolo di gioco in una serata dove la pioggia battente la fa da padrona...

Non mancano i pericoli, con Di Pardo e Palma che in pratica salvano un gol che sembrava fatto respingendo nei pressi della linea di porta, ma la Samp ribatte colpo su colpo e il dato dei calci d'angolo che ci vede prevalere testimonia di come nei secondi 45' abbiamo comunque creato delle azioni potenzialmente pericolose...

Un punto d'oro insomma, che fa classifica e soprattutto morale: lo spirito messo in mostra nel secondo tempo fa ben sperare, logicamente è presto per parlare di "effetto Lombardo" e serviranno conferme, a cominciare dalla doppia sfida contro Carrarese e Avellino, due tappe se non decisive assolutamente fondamentali nella complicata strada che porta alla permanenza in B...

11 commenti:

Osch ha detto...

Purtroppo non riesco più a rallegrarmi, sino a quando questi intrusi ci saranno.

Riccardo ha detto...

Se vediamo il fatto che abbiamo pareggiato con la prima della classe è un buon punto, quello che ho visto io è che come impostazione è il solito prima non prenderle, poi solite 0 idee e il nulla in attacco, l’unica speranza è che rientrino presto gli infortunati e ci diano seriamente una mano, altrimenti….

Anonimo ha detto...

E' vero la parte che riguarda i tiri in porta è ancora allo stato...primitivo! Al punto che Flachi alla fine del primo tempo (quando la sconfitta era prevista da tutto lo studio) ha fatto una battuta nel senso che "dovrebbero portare la porta del Venezia ....a centro campo!"
Cosa deve succedere affinché la Samp diventi più offensiva?
Incursione nell'altro mondo.
Il Como dimostra ancora una volta che qualsiasi provinciale con l'argent può assurgere allo stato di "grande". E comunque hanno raggiunto il quarto posto, un risultato straordinario però....noi lo abbiamo realizzato 65 anni fa e senza i soldi degli americani. E poi in seguito siamo arrivati ai massini traguardi che non credo i lariani possano mai raggiungere. Perché un bel giorno gli americani cambieranno programmi magari pensando che sarebbe un bel business, considerando i numeri della tifoseria, provare a riportare in altissimo la società Sampdoria.
Roberto


El Cabezon ha detto...

Roberto*
scommetto che adesso, dopo l'Atalanta, hai messo il Como nel tuo "libro nero" :-)

Anonimo ha detto...

El*
Al momento no. Devo dire che ho due ricordi che in qualche modo mi legano a Como. Il primo: ero ancora un ragazzo quando in estate si giocava un torneo "abusivo" di calcio a sette sul piazzale della chiesa vicino a casa mia a Certosa. Ogni sera c'era il pienone perché venivano giocatori anche di serie C e una volta giocò un amico di Gianni Levrero, mio amico e arbitro di serie A, tal Maurilio Valpreda allora e per sette anni nel Como che militava in serie B. Rammento la mia emozione nell' assistere ad una partita con simili campioni. Lo erano soprattutto nei confronti di tanti altri, bravi, ma normali. Una sera ci fu il fuggi fuggi generale perché arrivò la polizia chiamata da qualche invidioso dei regolari tornei concorrenti. Ricordo i giocatori più compromessi che fuggirono addirittura con la divisa ancora addosso. La squadra che spesso vinceva il torneo era quella del Bar Roma di Sampierdarena con i fratelli Bodrato. e con il "Pelè" bianco Giorgio Canali quello che portò la Samp giovanile a vincere il Torneo di Viareggio nel 1977, e poi allenò la prima squadra dapprima portandola all'ottavo posto (serie B 1977/78) e poi fu esonerato l'anno dopo, 22ottobre 1978, dopo la sconfitta nel derby. Sto parlando della notte dei tempi.
Appunto, proprio come direbbe Govi: Che tempi!
La seconda memoria è legata all'anno 1969 quando prestai servizio militare al Car di Como. All'arrivo nella città lariana ero disperato (soprattutto dopo aver visto una grande scritta su un muro vicino alla caserma "Morirete sotto il sole di Como! " rivolta ovviamente alle reclute) strappato dalla mia vita abituale di "figlio" di un'epoca magica nella quale convivevano i primi approcci alla politica ma soprattutto la mia attività di "amante" della musica beat. Sapevo, tutto specialmente dei "complessi" (allora si chiamavano così le band) dagli stranieri Beatles, Rolling Stones, Byrds, Animals, Beach Boys, Bee Gees, Kinks, Love Affair e mi fermo qui. Ah dimenticavo i Los Bravos diventati famosi in tutto il mondo per "Black is Black" che ho ascoltato dal vivo alla Sala Primavera a Struppa. E gli italiani Equipe 84, Dik Dik, Camaleonti, Nomadi, i mei preferiti The Shomen con James Senese. Ma nonostante i primi tempi "bui" della naja ho un bel ricordo di Como, le passeggiate sul lungo lago, le "guardie" notturne pensando alla mia ragazza che però, come tante altre in quei tempi per chi era a militare ,mi ha tradito. E a posteriori dico che è stato meglio così.
Va bene, mi sono un pò allargato El, chiedo vebia, ma i ricordi sono proprio belli da riesumare.
Roberto

Anonimo ha detto...

Chiedo venia non vebia
Roberto

Modernist359 ha detto...

A proposito di beat anni sessanta, i Bit-Nik che erano/sono di Genova, te li ricordi Roberto? Io ho conosciuto qualche brano dei Bit-Nik all'inizio degli anni 90 grazie alla preziosissima raccolta cd in edicola "Quei favolosi anni sessanta" perché all'epoca dei sixties ero un bambino innamorato del beat

Anonimo ha detto...

Modernist 359 *
I Bit Nik erano di Certosa e Nanni Perazzo (basso) al tempo "usciva" (come si diceva ai miei tempi quando si frequentava una ragazza) con la figlia di uno che abitava nella mia strada. Ma io ho conosciuto molto bene Ezio Gaggioli(chitarra) col quale si giocava a calcio su quel piazzale che ho citato prima. E tutto il complesso (non band) si riuniva sempre nel bar sotto casa mia. Stiamo parlando del Pleistocene.
Roberto

Anonimo ha detto...

Volevo fare un'aggiunta calcistica riguardo il Como e ....altri. Oggi su Repubblica c'è un lungo articolo su Fabregas nel quale si dice, tra l'altro, che presto o tardi dovrà approdare a grandi squadre. sperando di non fare la fine di Thiago Motta. Però non capisco considerando che hanno la proprietà più ricca della serie A. Vuoi mettere vincere lo scudetto con il Como? Ecco in questo caso è giusto che i tifosi godano e sognino. Ma riguardo altri che attualmente vanno benino ma è un benino che non cambia le solite cose. Quale è il senso se passano gli anni e i decenni e non si spicca mai il volo?
Aprite le porte....Per andare dove? Mah
Roberto

Modernist359 ha detto...

Si caro Roberto, stiamo parlando degli anni più belli, dal mio punto di vista che ero un bambino, e tutto quel movimento che girava intorno a me fatto da minigonne, capelloni, entusiasmo, musica tanta musica, voglia di vivere liberi, mi faceva sognare e creava in me il desiderio di crescere in fretta per poter partecipare anche io a quell'atmosfera di festa; ero completamente ignaro della realtà delle cose e senza rendermi conto di come funzionasse la vita, mi perdevo nelle figurine della Panini (quante volte ho trovato doppia quella di Francesconi) e nelle musiche dei Rokes e degli Equipe 84 nella Hit Parade di Lelio Luttazzi....

robmerl ha detto...

Nella plutocrazia calcistica che vige ovunque da vari decenni vincere è pura utopia se non hai alle spalle emiri o fondi multimiliardari. Io mi accontenterei di un bel gioco, espresso da una squadra giovane, con qualche vittoria di prestigio. Un piccolo sogno, per quanto modesto, da opporre a una realtà da incubo