" Si è tifosi della propria squadra perchè si è tifosi della propria vita, di se stessi, di quello che si è stati, di quello che si spera di continuare a essere. E' un segno, un segno che ognuno riceve una volta per sempre, una sorta di investitura che ti accompagna per tutta la vita, un simbolo forte che si radica dentro di te, insieme alla tua innocenza, tra fantasia, sogno e gioco."

venerdì 17 novembre 2017

Primo bilancio: sopra ogni aspettativa, Europa sogno possibile!


Dopo la sofferta vittoria casalinga contro il Benevento nella gara d'esordio in campionato qualcuno, tra il serio e il faceto dichiarò: " Bene, tre punti che valgono doppio perchè ottenuti contro una diretta rivale nella lotta per non retrocedere..."
E in effetti, quasi tre mesi dopo quella partita fa sorridere pensare che la SAMPDORIA sorprendentemente sesta in classifica, che finora a Marassi ha sempre vinto derby compreso, contro i sanniti malinconicamente ancora a quota zero in classifica stentò non poco, soffrendo fino alla fine e ottenendo un successo che punì oltre misura la matricola campana...
Ma quello di quel 20 agosto era un Doria ancora incompleto, tremendamente depotenziato dal mercato e sul quale probabilmente gravava quella cappa di perplessità e scetticismo che era calata su un ambiente scosso da una campagna di compravendite che come obiettivo primario pareva avere quello di fare cassa, mettendo pericolosamente in secondo piano l'aspetto tecnico, che è poi quello che maggiormente interessa ai tifosi...
E invece la dirigenza è riuscita a compiere una sorta di doppio miracolo: ottenere grandi plusvalenze e allestire un organico che grazie soprattutto ai colpi last minute di Strinic e Zapata ha aumentato in maniera evidente il tasso di qualità e di esperienza rendendolo, rispetto a quello della passata stagione, certamente più vario e ricco di alternative...
Il grande dubbio però era un altro: questa SAMPDORIA è più forte di quella dell'anno scorso?
Domanda più che lecita visto ciò che era accaduto in sede di mercato: se la cessione dell'eccellente Skriniar poteva alla lunga essere assorbita in maniera indolore grazie all'acquisto del più che promettente Ferrari, tante erano le perplessità legate al reparto offensivo, praticamente azzerato con le contemporanee partenze di Muriel e Schick che rischiavano di essere devastanti e pesantissime per una squadra che già nel campionato passato non brillava di certo per essere una macchina da gol...
Dubbi e perplessità assolutamente legittimi ma che in poche settimane sono stati spazzati via dai risultati e dal gioco che hanno catapultato i blucerchiati nelle zone nobili della classifica...
E' una SAMPDORIA dalla ormai consolidata identità tattica, che sa offrire momenti di ottimo calcio ma anche un cinismo, una capacità di soffrire che 12 mesi fa erano virtù praticamente sconosciute...
Una convinzione assoluta nei propri mezzi che ha avuto come apice la recente stracittadina dove abbiamo veramente dato l'impressione di giocare al gatto col topo, di attendere solo i momenti decisivi per piazzare le zampate letali, e se ciò avviene nella gara che per la città di Genova è la gara dell'anno e dove la pressione è altissima significa davvero che la squadra ha raggiunto una forza mentale di livello assoluto, certamente impensabile alla vigilia del torneo...
Per onestà è giusto riconoscere che non sta mancando un pizzico di fortuna in questo splendido inizio: abbiamo vinto partite che potevamo benissimo pareggiare e abbiamo pareggiato gare nelle quali si poteva anche rimanere a mani vuote, penso ad esempio alla gara di Torino contro i granata...
Ma ciò nulla toglie ai meriti e alla evidente crescita sotto ogni aspetto della squadra, una presa di coscienza del proprio valore che a questo punto, scollinata la prima metà del girone di andata, non può non far cambiare prospettive al campionato...
Se tre mesi fa pensare a un piazzamento europeo  poteva sembrare decisamente un azzardo, quasi un'utopia, adesso sognare di poter, a nostro modo, ripercorrere ciò che fece l'Atalanta l'anno scorso è una possibilità che, sotto sotto, nell'ambiente blucerchiato si comincia a coltivare...
Certo, mancano ancora sei mesi alla fine del campionato e arriveranno momenti duri e difficili, ma sognare di tornare a calcare i palcoscenici europei non è un peccato...

martedì 7 novembre 2017

Ennesima goduria da derby!


Genoa - SAMPDORIA 0-1
Marcatori: 24' Ramirez; 84' Quagliarella

SAMPDORIA ( 4-3-1-2 ): Viviano 6; Bereszynski 6,5 Silvestre 7 Ferrari 7 Strinic 6; Praet 6,5 Torreira 7 Linetty 6,5 ( 77' Alvarez 6 ); Ramirez 6,5 ( 60' Barreto 6,5 ); Quagliarella 7 Zapata 7 ( 87' Caprari s.v. )
All. Giampaolo 7

Genoa ( 3-4-2-1 ): Perin 6; Izzo 6,5 Rossettini 5 Zukanovic 4; Rosi 5,5 ( 54' Lazovic 5; 85' Pellegri s,v, ) Omeonga 6,5 Veloso 5 Laxalt 6; Rigoni 6 (67' Pandev 5,5 ) Taarabt 6; Lapadula 5   All. Juric 6

Arbitro: Irrati di Pistoia 7
Ammoniti: Lapadula, Veloso, Rossettini, Taarabt, Bereszynski, Ferrari
Angoli: 5-2
Note: spettatori paganti 16.636, incasso di € 494.702; abbonati 15.652

La SAMPDORIA fa suo il 115° derby della Lanterna al termine di una gara come da tradizione combattuta e in bilico fin quasi all'ultimo: per i blucerchiati è la terza stracittadina consecutiva vinta, cosa che in serie A non accadeva addirittura dal 1953 ( nella stagione 2003/04 il trittico di successi tra campionato e Coppa Italia fu realizzato in serie B ) e in generale, dal ritorno dei blucerchiati nella massima serie nel 2012, il settimo vinto in undici scontri diretti!
Giampaolo ridà una maglia da titolare a Ramirez, sul fronte rossoblù Juric lancia il giovane Omeonga in mediana e il duo Rigoni-Taarabt a supporto dell'unica punta Lapadula...
I primi 20', come da copione, vedono un Genoa rintanato nella propria metà campo, è chiaro che il piano di Juric sia quello di fare una gara d'attesa per provare a colpire di rimessa...
Le prime due palle gol sono dei "padroni di casa" e capitano a Lapadula che in entrambe le circostanze ci prova col suo marchio di fabbrica, ossia la rovesciata: se il primo tentativo, con la mira abbondantemente sbagliata è comunque apprezzabile decisamente più grave è il secondo errore da ottima posizione, in pratica solo davanti a Viviano seppur con spalle alla porta...
La Samp è sorniona, gioca in maniera meno frenetica e sembra solo  attendere il momento giusto per colpire e ciò accade al 24': rilancio di Viviano, Zapata di testa prolunga per Ramirez che in velocità brucia un pachidermico Zukanovic, resiste al fallo del bosniaco ( se l'uruguiano si fosse lasciato cadere con ogni probabilità sarebbe stato rigore ed espulsione!) e supera Perin in disperata uscita con un delizioso tocco sotto...
La reazione degli uomini di Juric è più nervosa che ragionata, tuttavia attorno alla mezz'ora l'occasione per pareggiare capita sui piedi di Rosi ma il destro dell'esterno rossoblù, dopo un approssimativo controllo colpisce la parte superiore della traversa...
Nella ripresa il Genoa si butta all'arrembaggio, la SAMPDORIA pur con qualche difficoltà tiene e a ben vedere sono più i blucerchiati a sfiorare il raddoppio che i dirimpettai il pareggio...
Due colpi di testa, rispettivamente di Rigoni e Lapadula sorvolano di non molto la traversa, sull'altro fronte vicini al bersaglio vanno Quagliarella ( su sciagurato retropassaggio di Rossettini ) e i neo entrati Barreto ed Alvarez...
Il finale è convulso, con il Grifone che con grande generosità tenta il tutto per tutto e il Doria che tiene botta e all'84' arriva la rete che chiude i giochi: il solito Torreira intercetta la sfera e serve Zapata, Zukanovic liscia l'intervento e permette al colombiano il comodo passaggio per Quagliarella che a porta sguarnita ( inutile la precedente uscita di Perin su Zapata ) deposita in rete scatenando il tripudio nella Sud e siglando il suo primo gol nella stracittadina...
Veloso da una parte e Linetty dall'altra potrebbero modificare il punteggio finale che rimane però tale e suggella la complessiva superiorità della SAMPDORIA su un Vecchio Balordo generoso ma dagli evidenti limiti tecnici, come dimostrato anche in occasione dei due gol incassati...
Vittoria perciò assolutamente meritata sebbene la prestazione non sia stata particolarmente brillante, cosa che però in partite così tirate come sono i derby accade di frequente...
Quello che più mi ha colpito è stata la nostra sicurezza, la consapevolezza con la quale abbiamo affrontato la stracittadina, gara storicamente diversa da tutte le altre, abbiamo dimostrato una maturità e un cinismo da grande squadra!
Tutto sta girando a meraviglia, si vola in classifica e si vince il terzo derby consecutivo dando una bella mazzata ai cugini, cosa chiedere di più?

lunedì 30 ottobre 2017

Poker e...pokerissimo!


SAMPDORIA - Chievo 4-1
Marcatori: 20' Linetty; 24' Cacciatore; 26' Torreira; 44' Zapata; 84' Torreira

SAMPDORIA ( 4-3-1-2 ): Viviano 6,5; Sala 5,5 Silvestre 6 Ferrari 6,5 Strinic 6; Praet 6 ( 67' Barreto 6 ) Torreira 8 Linetty 7,5 ( 87' Verre s.v. ); Caprari 6,5 ( 60' Ramirez 6 ); Quagliarella 6,5 Zapata 7
All. Giampaolo 6,5

Chievo ( 4-3-1-2 ): Sorrentino 6; Cacciatore 6,5 Dainelli 6 Tomovic 6 Gobbi 6; Castro 6 Radovanovic 6 ( 83' Pucciarelli s.v. ) Bastien 6 ( 76' Garritano s.v. ); Birsa 6; Meggiorini 5 ( 70' Pellissier 5,5 ) Inglese 6
All. Maran 6,5

Arbitro: Doveri di Roma 5,5
Ammoniti: Praet, Linetty, Castro, Dainelli, Cacciatore.
Angoli: 8-6
Note: spettatori paganti 1.459, incasso di € 35.892,50; abbonati 16.513

Pronto riscatto per la SAMPDORIA che rifila un poker di reti a un Chievo comunque positivo e centra la quinta vittoria casalinga consecutiva a Marassi dall'inizio del campionato, evento mai accaduto nella storia!
Rispetto alla gara di San Siro tornano titolari Sala, Linetty, Caprari ma soprattutto Viviano, a sei mesi dalla sua ultima apparizione, sul fronte clivense Maran sceglie Bastien come sostituto dello squalificato Hetemaj e Meggiorini quale partner di Inglese...
La Samp inizia molla, quasi svogliata, i blucerchiati provano a fare la partita ma la manovra è lenta, il Chievo si difende con ordine e riparte in velocità mettendo più volte in affanno la retroguardia doriana...
Fioccano le occasioni per gli ospiti che sfiorano il vantaggio due volte con Bastien e Meggiorini, ma al primo vero affondo è il Doria a passare: Quagliarella spalle alla porta protegge la sfera, si gira e calcia, il difensore respinge e sulla sfera si avventa Linetty che spara imparabilmente in porta!
Ma la gioia dura poco: l'ex Cacciatore svetta da calcio d'angolo e ristabilisce la parità...
Anche in questo caso però il punteggio resiste pochissimi minuti: Torreira subisce fallo da Castro e s'incarica di battere la punizione, da oltre trenta metri il piccolo uruguagio s'inventa una traiettoria pazzesca che fulmina l'incolpevole Sorrentino...
La partita è avvincente e tiratissima, senza un attimo di tregua: il Chievo potrebbe nuovamente riacciuffare subito il pareggio ma Meggiorini, dopo aver fatto tutto benissimo, calcia debolmente addosso a Viviano che sale in cattedra qualche minuto più tardi per deviare una conclusione di Inglese...
La Samp soffre ma in chiusura di prima frazione piazza un contropiede fatale per gli uomini di Maran: Caprari recupera caparbiamente un pallone a metà campo e serve Quagliarella, progressione del capitano che poi mette al centro un pallone col contagiri per Zapata che deve solo spingere in rete!
Praticamente tre tiri in porta e tre gol per la SAMPDORIA: impossibile essere più cinici!
Nella ripresa il Chievo cerca di riaprire la contesa ma i mussi volanti non hanno più la verve della prima frazione, merito anche di una Samp che pressa altissima impedendo ogni velleità di rimonta degli uomini di Maran ( poi espulso per qualche parolina di troppo all'incerto Doveri )...
Caprari, Zapata e il neo entrato Ramirez sfiorano il poker che si concretizza all' 84': Torreira incornicia il suo pomeriggio da favola con un destro al volo dal limite sugli sviluppi di un corner che batte Sorrentino, gol che viene convalidato però solo dopo qualche minuto di attesa perchè Doveri attende l'ok definitivo della VAR ( in ballo c'era il possibile fuorigioco di Ferrari che si trovava sulla traiettoria del pallone )...
Marassi può così festeggiare e pensare già a sabato prossimo quando sarà ora di derby...
Che dire...questa SAMPDORIA non finisce mai di stupire!
Non di rado va in affanno, soccombe, viene messa sotto ( vedi primo tempo contro l'Atalanta, prima ora contro l'Inter, primi venti minuti di ieri ), hai la netta impressione che da un momento all'altro possa crollare ma d'improvviso si accende, ribalta completamente il canovaccio della partita al quale fin lì hai assistito e travolge tutto e tutti!
Difficile dire se sia solo un periodo in cui tutto gira alla perfezione, anche negli episodi, oppure se questa squadra abbia davvero valori tecnici e morali inimmaginabili alla vigilia del campionato!
Paradossalmente della gara contro il Chievo mi è piaciuto di più l'atteggiamento avuto nella ripresa che il primo tempo nel quale abbiamo davvero sofferto troppo...e adesso testa alla stracittadina!

giovedì 26 ottobre 2017

Risveglio tardivo...


Inter - SAMPDORIA 3-2
Marcatori: 18' Skriniar; 32' e 54' Icardi; 64' Kownacki; 85' Quagliarella

SAMPDORIA ( 4-3-1-2 ): Puggioni 5; Bereszynski 5,5 Silvestre 6 Ferrari 6 Murru 5,5; Barreto 5 ( 65' Linetty 6,5 ) Torreira 6,5 Praet 6,5; Ramirez 4,5 ( 46' Caprari 6 ); Quagliarella 6,5 Zapata 5,5 ( 57' Kownacki 6,5 )   All. Giampaolo 5,5

Inter ( 4-2-3-1 ): Handanovic 5,5; D'Ambrosio 7 Skriniar 7 Miranda 5,5 Nagatomo 6,5 ( 84' Santon s.v. ); Vecino 7 ( 74' Joao Mario 5,5 ) Gagliardini 6; Candreva 7 Borja Valero 6,5 Perisic 7; Icardi 7,5 ( 87' Eder s.v. )   All. Spalletti 7

Arbitro: Guida di Torre Annunziata 6
Ammoniti: Gagliardini, Eder, Murru, Quagliarella
Angoli: 8-4
Note: spettatori 54.451

Al termine di una gara a dir poco folle la SAMPDORIA subisce la seconda sconfitta della stagione al cospetto di un'Inter devastante per almeno un'ora di gioco che però poi stacca la spina consentendo ai blucerchiati di farsi sotto e di sfiorare una rimonta che avrebbe avuto del clamoroso!
Bereszynski per Sala, Murru per Strinic, Barreto per Linetty e Ramirez per Caprari, queste le novità apportate da Giampaolo rispetto alla goleada contro il Crotone mentre Spalletti conferma l'undici che ha ben figurato a Napoli...
La Samp inizia con personalità e disinvoltura, va a pressare alta e per dieci minuti il match è equilibratissimo poi gradatamente la maggior qualità e fisicità dei nerazzurri emerge: Candreva, Perisic e D'Ambrosio spaventano Puggioni, costretto a capitolare al 18' quando l'ex Skriniar, da pochi passi ribadisce in rete da azione d'angolo, nella circostanza il portiere blucerchiato non appare l'emblema della reattività...
E' il gol che spacca la partita: l'Inter cresce col passare dei minuti, al contrario il Doria accusa il colpo e sparisce dal campo...
Fioccano le occasioni per gli uomini di Spalletti, tra cui un clamoroso palo di Perisic con un pallonetto da quasi 40 metri dopo un errato disimpegno di Puggioni...
Il raddoppio è nell'aria e giunge puntuale al 32' con l'altro ex Icardi con un bel diagonale al volo
C'è solo una squadra sul rettangolo verde e un altro palo impedisce a Icardi la doppietta personale e il tris per i suoi...
Nell'intervallo Giampaolo toglie lo spento Ramirez ( ancora una volta negativo ) e inserisce Caprari ma l'inerzia del match non sembra mutare, l'Inter domina in lungo e in largo e al 54' al termine di una splendida azione Icardi sigla il gol che sembra chiudere ogni discorso e quando pochi minuti dopo Perisic da pochi passi centra una clamorosa traversa la sensazione che per i blucerchiati possa essere una mattanza è forte...
Ma il calcio si dimostra per la milionesima volta sport assolutamente imprevedibile, basta un episodio per capovolgere o rimettere tutto in discussione e ciò accade al 64' quando il neo entrato Kownacki spedisce in rete su traversone di Quagliarella...
Ora è tutta un'altra partita: i padroni di casa, forse stanchi o già convinti di avere in tasca i 3 punti calano visibilmente, viceversa la Samp cresce e al 67' Quagliarella da ottima posizione spara alto!
Gli uomini di Giampaolo, che nel frattempo ha sostituito Barreto con Linetty non demordono e all'85' incredibilmente riaprono i giochi con la precisa inzuccata di un indomabile Quagliarella su cross di Praet...
L' Inter è sulle gambe, la SAMPDORIA spinge e ci crede e San Siro trema...
Vere e proprie occasioni per cogliere il clamoroso pareggio non ce ne sono, è anzi Puggioni a respingere una conclusione a botta sicura di Icardi ma la partita rimane incerta fino all'ultimo, disperato assalto degli ospiti che si conclude con un tiraccio di Caprari...
Partita come già scritto per certi versi assurda, se a mezz'ora dal termine i padroni di casa fossero stati sul 5-0 non ci sarebbe stato nulla da dire, e invece, a gara terminata, visto il successivo svolgimento non può non esserci un pizzico di rammarico...
L' Inter si è dimostrata complessivamente superiore per cui la sconfitta si può accettare senza drammi, ci sta però una tiratina d'orecchie al mister per le sue scelte iniziali: in questo momento rinunciare a Caprari e Linetty è un mezzo suicidio, oltretutto Barreto non giocava da quasi un mese ed è sembrato arrugginito mentre Ramirez ha disputato un'altra prova negativa, dopo un buon inizio di campionato l'uruguaiano si sta pericolosamente incartando...
Probabilmente si sarebbe perso ugualmente, ma schierare la miglior formazione possibile è doveroso, così come sarebbe importante non regalare e subire per un tempo intero, non sempre la si potrà far franca come accaduto contro l'Atalanta...
Comunque poco male, rimbocchiamoci le maniche e ripartiamo, domenica a Marassi arriva il sempre ostico e rognoso Chievo...

lunedì 23 ottobre 2017

Manita...


SAMPDORIA - Crotone 5-0
Marcatori: 3' Ferrari; 11' rig. Quagliarella; 38' Caprari; 71' Linetty; 76' Kownacki

SAMPDORIA ( 4-3-1-2 ): Puggioni; Sala, Silvestre, Ferrari, Strinic ( 67' Murru ); Praet, Torreira, Linetty; Caprari ( 75' Kownacki ); Zapata, Quagliarella ( 55' Ramirez )   All. Giampaolo

Crotone ( 4-5-1 ): Cordaz; Sampirisi, Ajeti ( 46' Simic ), Ceccherini, Pavlovic; Nalini ( 77' Crociata ), Izco ( 60' Trotta ), Barberis, Mandragora, Stoian; Budimir   All. Nicola

Arbitro: Calvarese di Teramo
Ammoniti: Torreira, Budimir, Stoian, Mandragora
Angoli: 4-0
Note: spettatori paganti 1.547, incasso di € 36.090; abbonati 16.513

lunedì 16 ottobre 2017

Ribaltone Samp, Atalanta al tappeto!


SAMPDORIA - Atalanta 3-1
Marcatori: 21' Cristante; 56' Zapata; 59' Caprari; 69' Linetty

SAMPDORIA ( 4-3-1-2 ): Puggioni 5,5; Bereszynski 6 Silvestre 6 Regini 6 Strinic 6,5; Praet 7,5 Torreira 6,5 Verre 5,5 ( 46' Linetty 7 ); Ramirez 4,5 ( 46' Caprari 6,5 ); Zapata 7 ( 87' Kownacki s.v. ) Quagliarella 6   All. Giampaolo 6,5

Atalanta ( 3-4-1-2 ): Berisha 5,5; Masiello 6,5 Caldara 5,5 Palomino 6; Hateboer 5,5 Freuler 6 De Roon 5,5 ( 61' Gomez 5,5 ) Spinazzola 6,5; Cristante 6,5; Petagna 6 ( 67' Cornelius 5,5 ) Ilicic 6,5 ( 72' Vido 5,5 )   All. Gasperini 6

Arbitro: Mariani di Aprilia 6,5
Ammoniti: Silvestre, Caprari, Regini, Freuler, Hateboer, Cristante
Angoli: 5-6
Note: spettatori paganti 3.359, incasso di € 71.810; abbonati 16.513

Grazie ad uno strepitoso secondo tempo la SAMPDORIA rimonta e batte l'Atalanta, riscatta la figuraccia di Udine e si colloca nelle zone nobili della classifica, subito dietro le grandi...
Privo dello squalificato Barreto e con Linetty non al meglio Giampaolo lancia dal 1' Verre, nell' Atalanta Gasperini lascia inizialmente in panchina Gomez affiancando a Petagna il fischiatissimo Ilicic al quale Marassi non perdona il clamoroso dietrofront estivo quando il suo approdo in blucerchiato sembrava ormai cosa fatta...
La prima emozione la regala...Berisha: pressato da Quagliarella l'estremo difensore nerazzurro svirgola il rinvio ma poi rimedia e l'azione sfuma...
Passato il pericolo la gara diventa un monologo degli ospiti: fioccano le occasioni per gli orobici che al 21' sbloccano meritatamente il match grazie a Cristante che di testa anticipa Puggioni e mette nel sacco...
E' sportivamente un piacere vedere giocare questa Atalanta: pressing furibondo ( non c'è giocatore doriano che non sia attorniato da almeno tre avversari! ), velocità d'esecuzione che permette di ribaltare il fronte ofefnsivo in pochi secondi, l'unico neo è che la Dea spreca l'impossibile davanti a Puggioni...
La SAMPDORIA ci capisce poco, al contrario di quella avversaria la manovra è lentissima e spesso portata solo da iniziative dei singoli, Ramirez è inguardabile e in generale tutta la squadra di Giampaolo appare sottotono e in balià dei nerazzurri...
Nella ripresa il mister di Bellinzona tenta di scuotere i suoi: fuori Ramirez e Verre, dentro Caprari e Linetty...
Inizialmente il match sembra proseguire sull'inerzia evidenziata nella prima frazione ma 56' arriverà l'episodio che stravolgerà tutto: verticalizzazione di Praet per Quagliarella che si libera di Berisha in uscita e crossa, il portiere respinge, la sfera torna a Quagliarella che stavolta pesca alla perfezione Zapata che di testa deposita facilmente nella porta sguarnita...
Sulle ali dell'entusiasmo la Samp preme sull'acceleratore e il sorpasso è cosa fatta tre minuti più tardi: Strinic s'invola sulla sinistra e mette al centro per Caprari che di testa di tuffo fa centro...MARASSI ESPLODE!
Ora in campo c'è solo la SAMPDORIA!
Gasperini prova a rivitalizzare i propri uomini pescando dalla panchina e affidandosi in particolar modo al Papu Gomez ma la bella Atalanta dei primi 45' non c'è più, tramortita da un Doria letteralmente trasformato che chiude i conti al 69' con l'altro neo entrato Linetty che con un bel destro a giro da posizione defilata, ancora su invito di Praet , fa secco Berisha...
L' Atalanta non ne ha più, e se si esclude una tripla occasione per Cornelius stoppato da Puggioni nel recupero è più la SAMPDORIA a sfiorare il poker che gli ospiti vicini alla rete che potrebbe riaprire la contesa...
Il calcio si è dimostrato ancora una volta uno sport meravigliosamente folle!
Se nel primo tempo fossimo andati al riposo sotto di tre gol non ci sarebbe stato nulla da dire, non ricordo negli ultimi tempi di aver visto una SAMPDORIA così presa a pallonate come accaduto nei primi 45' contro l'Atalanta...poi come spesso accade ecco l'episodio o il gol che stravolge tutto, la squadra che fino a quel momento aveva dominato si scioglie come neve al sole e viceversa...
Storcere il naso dopo una così bella vittoria potrebbe sembrare da incontentabili e da chi vuole trovare per forza qualcosa che non va, ma credo che non sempre ci potrà capitare un avversario che si divora così tante palle gol, se gli ospiti avessero raddoppiato viene difficile pensare che l'avremmo recuperata e allora tutti i discorsi sui cambi azzeccati da Giampaolo ( che intendiamoci, va ovviamente elogiato!) non ci sarebbero...
Insomma bene...ma non benissimo!
E ora sotto col Crotone, sabato prossimo nuovamente a Marassi, è l'occasione giusta per consolidare e magari migliorare una classifica inimmaginabile a inizio torneo...

sabato 14 ottobre 2017

14 ottobre 1993-2017

Molti, i bambini, i quindicenni di oggi (...), quando quell’uomo se ne andò per sempre, non erano neppure nati. Ed è a loro che bisognerebbe raccontare chi era Paolo Mantovani.
Perché c’è stato un presidente che in quattordici anni, tre mesi e undici giorni in sella alla Sampdoria è riuscito a renderla grande. La acquistò nell’estate del 1979, in Serie B, e la condusse sul tetto d’Europa, a Wembley. La portò alla conquista dello Scudetto, di una Coppa delle Coppe, di una Supercoppa Italiana e di tre Coppe Italia più una, l’ultima, da condividere con i figli Enrico - il suo successore -, Francesca, Filippo e Ludovica.
C’è stato un presidente che di figli - calcistici - ne ha avuti tanti altri. Erano i migliori giovani del pallone nostrano - Luca Pellegrini, Pietro Vierchowod, Roberto Mancini, Fausto Pari, Fausto Salsano, Moreno Mannini, Gianluca Vialli, Gianluca Pagliuca, Attilio Lombardo -; tutti tasselli di un mosaico meraviglioso, che lui, anche grazie alla sagacia del suo braccio destro Paolo Borea e del maestro Vujadin Boskov, fu capace di allestire di anno in anno e di farne un gruppo formidabile.
C’è stato un presidente che quel fortissimo zoccolo duro italiano lo completò con campioni stranieri del calibro di Liam Brady, Trevor Francis, Graeme Souness, Toninho Cerezo, Hans-Peter Briegel, Srecko Katanec, Vladimir Jugovic, David Platt, Ruud Gullit. Era la Sampdoria più forte di tutti i tempi e il suo presidente le regalò un’aura giovane, spensierata e vincente, riconosciuto modello di fair-play e signorilità in tutto il mondo.
C’è stato un presidente che quando si giocava in trasferta in Europa voleva si sventolasse la bandiera del paese ospitante; un presidente che i contratti li firmava sui palmi delle mani o sul gesso di una gamba rotta, sui menù dei ristoranti o dietro una cornice; un presidente che sapeva dire di no alle lusinghe delle strisciate.
C’è stato un presidente che non si è mai permesso di ferire o provocare in qualche modo l’altra sponda calcistica della città. «I nostri nemici non sono a Genova», amava ripetere. E alla sua morte, Genova, l’intera Genova, seppe tributargli un addio composto e partecipato, con quarantamila persone in lacrime sulle note di What a Friend We Have in Jesus.
C’è stato un presidente amato e rispettato da tutti, che i suoi tifosi, il 12 febbraio dell’83, raggiunsero in tremila a Lugano per manifestargli affetto e calore durante il suo esilio svizzero. Sentimenti logicamente ricambiati, senza buonismo, ma con esigenza, talvolta con severità. Dalla gente blucerchiata - «Il più grande patrimonio della Sampdoria» - pretendeva educazione e sportività.
C’è stato un presidente che non ha mai smesso di pensare ai più piccini, di insegnar loro come vivere lo sport in modo sano, di appassionarli al calcio attraverso i valori autentici, il Torneo Ravano e la politica dei prezzi contenuti. «Un tempo erano i padri che portavano i figli a vedere la Sampdoria. Oggi sono i figli che portano madri e padri a vedere le maglie blucerchiate», soleva ripetere felice all’uscita di Marassi. Anche questa, tra le tante, fu una sua grande vittoria.
C’è stato un presidente (...). Per chi non l’avesse conosciuto o non lo ricordasse, si chiamava Paolo Mantovani. Per chi volesse saperne qualcosa di più, beh, se lo faccia raccontare. Ne vale davvero la pena.
(Cit.)
Ciao Presidente.