" Si è tifosi della propria squadra perchè si è tifosi della propria vita, di se stessi, di quello che si è stati, di quello che si spera di continuare a essere. E' un segno, un segno che ognuno riceve una volta per sempre, una sorta di investitura che ti accompagna per tutta la vita, un simbolo forte che si radica dentro di te, insieme alla tua innocenza, tra fantasia, sogno e gioco."

domenica 10 agosto 2014

Cessione di Mustafi, un segnale di debolezza...


La cessione di Mustafi al Valencia, concretizzatasi nei giorni scorsi di certo non è stata un fulmine a ciel sereno...anzi!
La vetrina mondiale ( e che vetrina, visto l'epilogo...) aveva inevitabilmente esposto il difensore tedesco all'attenzione dei principali club europei: giovane ( 22 anni ) e quindi con ancora ampi margini di miglioramento e militante nella "piccola" SAMPDORIA", squadra facente parte dell'ormai più che mediocre calcio italiano e di conseguenza con un potere economico pressochè nullo...
Posto che Mustafi a mio parere non è al momento da top club il buon Shkodran era la preda perfetta, in termini di costi e d'ingaggio per un team sì ambizioso ma non facente parte della sempre più ristretta cerchia delle superpotenze calcistiche del Vecchio Continente...
E così ecco l'approdo di Mustafi al Valencia per una cifra di circa 8 milioni di euro, più i tanto di moda bonus e più un 10% su un'eventuale, successiva vendita...
Chi ha fatto l'affare? Noi o il Valencia? Il dibattito è aperto...
Da un punto di vista meramente economico di certo abbiamo fatto una plusvalenza non da poco: acquistato dall'Everton per la miseria di 75mila euro e rivenduto come detto per circa 8 milioni il conto è presto fatto...
Ma dal mio umile punto di vista i motivi di soddisfazione finiscono qui...
Perchè in Spagna Mustafi percepirà 800mila euro all'anno e allora mi domando se era proprio impossibile quantomeno pareggiare l'offerta degli iberici in modo così da poter disporre delle prestazioni di "Musti" per almeno un'altra stagione...
Condivisibile invece il ragionamento che senza la vetrina europea il valore del giocatore ben difficilmente da qui alla prossima estate sarebbe potuto lievitare in maniera cospicua, ho trovato invece più tortuosi altri pensieri  del tipo "Mustafi è un discreto difensore e nulla più, abbiamo fatto un affarone!".
Ad oggi credo che nessuna possa prevedere che tipo di difensore diventerà Shkodran: probabile che non vincerà mai il Pallone d'Oro e che non diventi una...leggenda, ma visto che stiamo parlando di un 22enne laureatosi Campione del Mondo in pratica dopo la sua prima vera stagione da titolare non è azzardato pensare che l'ormai ex blucerchiato possa diventare tra i più forti centrali del panorama europeo...
Insomma, a mio modo di vedere in questa vicenda siamo stati deboli, terribilmente deboli: una società forte avrebbe respinto l'offerta valenciana e rinnovato quantomeno alle stesse cifre il contratto del tedesco, per poi riparlarne l'anno prossimo...sarebbe stato un bel segnale, il segnale che si vuole provare nel breve-medio termine a costruire qualcosa, e invece...
Se l'estate scorsa compresi le cessioni di Poli e di Icardi stavolta sono dell'idea che si sarebbe potuto agire in maniera differente...
Oscurata da quella di Mustafi è passata sotto silenzio la cessione di Renan Garcia, passato all'Al Nasr, squadra degli Emirati Arabi: fondamentale nel ritorno in A e bistrattato da Ferrara prima e Rossi poi è finalmente riuscito nell'ultimo campionato a dimostrare che nella massima serie può starci anche lui...
Suo secondo me il gol più importante della scorsa stagione, quel sinistro da fuori area a un minuto dal termine a San Siro contro l'Inter che regalò un pareggio ormai insperato ma soprattutto la convinzione che una salvezza all'epoca considerata quasi un miraggio era invece fattibile...
GRAZIE DI TUTTO E BUONA FORTUNA RENAN!!!

2 commenti:

Carlo Calabrò ha detto...

Come hai ben capito il problema è di fondo: per una realtà calcistica media di un campionato in declino (e internazionalmente screditato) è impossibile trattenere un campione del mondo straniero, anche se, parere personale, non è che Mustafi in Brasile si sia proprio coperto di gloria. Però ha giocato alcune partite da titolare nella Nazionale che poi si è portata a casa la Coppa, ci sta che la sua quotazione si sia impennata. Credo non si potesse fare altro. Il segnale di debolezza, una debolezza di sistema, è di tutto il movimento calcio Italia, non solo della Samp. Penso piuttosto che, se proprio si devono comunque cedere giocatori, allora, piuttosto che scovare stranieri giovani, lanciarli e poi rivenderli, tanto varrebbe tentare invece di valorizzare ragazzini del vivaio nazionale. Alla lunga ne guadagnerebbero tutti, sotto diversi aspetti.

Andrea ha detto...

Ciao Carlo
giusto quello che dici su Mustafi, in Brasile per larghi tratti sembrava davvero...fuori contesto...
C'è pero da evidenziare come sia stato praticamente spesso ( per non dire sempre...) schierato in un ruolo non suo ossia quello di esterno destro per il quale può a malapena adattarsi ma di certo non ricoprirlo con la stessa autorevolezza di quando è impiegato da centrale difensivo...
Poco o nulla da aggiungere sulla tua disamina tecnica ed economica sul calcio italiano, anche da questo mercato arriverà un'infornata di stranieri che temo svilirà ulteriormente il tasso qualitativo e penalizzerà i nostri giovani, un autentico disastro insomma...ciao!