" Si è tifosi della propria squadra perchè si è tifosi della propria vita, di se stessi, di quello che si è stati, di quello che si spera di continuare a essere. E' un segno, un segno che ognuno riceve una volta per sempre, una sorta di investitura che ti accompagna per tutta la vita, un simbolo forte che si radica dentro di te, insieme alla tua innocenza, tra fantasia, sogno e gioco."

giovedì 17 marzo 2011

Le partite della mia vita: Sampdoria-Malines

Il calcio è soprattutto emozione, un sentimento spesso legato a partite che, per vari motivi, ti hanno lasciato un segno e ti accompagneranno per sempre...
Nel mio caso una di queste è senza dubbio SAMPDORIA - Malines, semifinale di ritorno di Coppa delle Coppe nell'ormai lontanissima stagione 1988/89!
L'andata in Belgio terminò 2-1 per i padroni di casa, un risultato quindi ampiamente rimontabile: ma il pronostico non pendeva dalla nostra parte, vuoi perchè il Malines era una squadra esperta e fortissima, già vincitrice sia della Coppa delle Coppe dell'edizione precedente che della Supercoppa Europea, e anche per il fatto che a noi sarebbe mancato un certo Gianluca Vialli, squalificato ma autore del preziosissimo gol che dimezzò il doppio svantaggio nella gara disputata nelle Fiandre.
All'epoca Marassi aveva la capienza dimezzata per i lavori in vista del Mondiale e quindi riuscire a trovare un biglietto fu una sorta di miracolo!
Vissi quell'attesa con una tensione e un'emozione incredibili: ricordo che il pomeriggio della vigilia vidi alcuni giocatori a passeggio, avrei voluto abbracciarli e incoraggiarli mentre di notte, complice anche un insolito ( per il periodo ) temporale praticamente non chiusi occhio...
Il biglietto che avevo era di Parterre Sud, ossia il settore ad altezza del terreno di gioco: se consideriamo la mia non elevatissima statura e un lungo striscione che mi copriva una buona parte del campo si capisce come la partita, più che vederla, la intuivo...
La Samp attacca ma fa una fatica tremenda a creare pericoli, si sente maledettamente l'assenza di Vialli: il suo sostituto, un certo Loris Pradella è un pennellone che si batte con grinta e impegno al pari dei suoi compagni ma che col Grande Gianluca ahimè non ha nulla in comune...
A metà ripresa Boskov lo toglie per inserire Bonomi, un centrocampista, a far la punta con Mancini avanza Salsano: torniamo così a giocare palla a terra e non è un caso che dopo soli 3' minuti Cerezo ci porta in vantaggio su geniale assist del Mancio...MARASSI ESPLODE!!!
Il Malines si butta rabbiosamente e scriteriatamente in avanti, lasciandoci ampi spazi in contropiede...in uno di questi, all'85' Beppe Dossena s'invola tutto solo, aggira il portiere Preud'homme e deposita nella porta sguarnita, una rete meravigliosa per come maturò e che è entrata di diritto nella galleria dei momenti indimenticabili della nostra storia...e pensare che lì per lì non avevo capito che era stato lo stesso Dossena a segnare, ero convinto che fosse arrivato qualcun altro a cacciare il pallone in rete...
Il Malines è ormai alle corde e all'88' ci pensa il piccolo grande Fausto Salsano a siglare il gol del definitivo 3-0: sugli spalti è ormai un delirio, mi ritrovo a correre per i parterre ed ad abbracciare chiunque mi capitasse a tiro, ero completamente impazzito di gioia...
Dopo i festeggiamenti di rito, faccio ritorno a casa, mi sembrava di stare a 2 metri da terra, la SAMPDORIA per la prima volta approdava in una finale di una competizione europea!
Purtroppo tre settimane dopo il Barcellona frantumò il sogno di alzare la Coppa delle Coppe, ma il ricordo di quell'indimenticabile 19 aprile 1989 è ancora vivissimo in me e di certo lo sarà per sempre...

5 commenti:

Antonio ha detto...

Il Barcellona è sempre nel vostro destino europeo eh? Incredibile la finalissima decisa da Koeman, quello sarebbe stato il punto più alto della vostra storia, senza contare che da lì sarebbe nata, forse, una squadra ancora più forte..

Entius ha detto...

La storia di un tifoso è fatta soprattutto di momenti da raccontare, belli o brutti che siano.
Quella Sampdoria era davvero forte e non a caso in quegli anni fu protagonista sia in Italia che in Europa.

Giovanni Del Bianco ha detto...

Gran bel racconto, Andrea! Beato te che hai vissuto quei tempi... :)

Andrea ha detto...

Ehhh caro Giovanni, se penso che sono passati 22 anni mi viene da piangere...

ale ha detto...

Sono del'81 quel pomeriggio ero a scuola!!! dalle suore!!!!!!!!!!