" Si è tifosi della propria squadra perchè si è tifosi della propria vita, di se stessi, di quello che si è stati, di quello che si spera di continuare a essere. E' un segno, un segno che ognuno riceve una volta per sempre, una sorta di investitura che ti accompagna per tutta la vita, un simbolo forte che si radica dentro di te, insieme alla tua innocenza, tra fantasia, sogno e gioco."

mercoledì 4 novembre 2009

Antonio, che delusione!

Nell'italico mondo pallonaro ci sono due personaggi che hanno un impatto mediatico devastante: Josè Mourinho e Antonio Cassano. Le loro dichiarazioni fanno sempre e comunque notizia risultando una vera e propria manna per programmi e quotidiani sportivi che da esse traggono lo spunto per una miriade di articoli, servizi, dibattiti, sondaggi e quant'altro...
C'è una differenza non da poco però: se il tecnico portoghese parla almeno un paio di volte a settimana, il fantasista di Bari vecchia incontra i giornalisti non più di tre volte l'anno.
E una di queste è stata domenica scorsa, subito dopo il match contro i galletti: Tonino si è presentato in sala stampa decisamente incazzato per alcuni fischi ( a suo dire...) ricevuti, minacciando di lasciare la SAMPDORIA qualora la cosa dovesse ripetersi.
Dichiarazioni pesantissime che ho trovato assurde e incomprensibili, visto che allo stadio non era accaduto praticamente nulla che potesse anche in parte giustificare uno sfogo simile...
Certo, qualche mugugno e qualche fischio c'era stato, ma come accade in qualsiasi stadio del mondo quando la squadra di casa soffre e gioca maluccio...si veniva dalla pesante sconfitta contro la Juventus e ci si attendeva una Samp ben diversa, senza tralasciare il fatto che l'ottimo inizio di stagione ha probabilmente creato esagerate aspettative in una piccola parte della tifoseria...
Ma la reazione di Cassano è stata totalmente fuori luogo e mi ha molto deluso: non mi piace chi si sente intoccabile e men che meno chi minaccia, LA SAMPDORIA C'E' STATA, C'E' E CI SARA' ANCHE SENZA CASSANO!!!
Avrei compreso uno sfogo teso a salvaguardare il gruppo, la squadra, ma in questi termini proprio no!
Non è ammissibile parlare così solo dopo qualche mugugno!!!
Che Cassano stia giocando al di sotto delle sue possibilità è evidente, dopo uno strepitoso avvio di campionato il suo rendimento è vistosamente calato: potrebbe aver pesato il fatto di aver capito che le porte della Nazionale per lui sono ormai
irrimediabilmente chiuse, ma la mia è una sempilce congettura...
Quel che più mi ha dato fastidio è stato mettere in cattiva luce davanti all'opinione pubblica la tifoseria blucerchiata, una tifoseria che è la stessa che sei mesi fa invadeva pacificamente Roma in 20mila, che solo mercoledì scorso applaudiva i suoi beniamini nonostante la sconfitta per 5-1 e che proprio in riferimento a Cassano lo ha sempre difeso, protetto e coccolato quando finiva nell'occhio del ciclone per le celebri " Cassanate".
Mi auguro che questo sfogo, che reputo autolesionista, non ci costi serenità e punti e l'eco che ha generato si spenga rapidamente, altrimenti sarà stato un clamoroso autogol...e che Antonio possa presto riprendere per mano la Samp per tornare a farla volare...

3 commenti:

yashal ha detto...

Secondo me ha esagerato Antonio ma anche la tifoseria con quei fischi inutili..non si può fischiare una squadra dopo questo inizio così...ciao

Antonio ha detto...

Come scrivo sul mio blog, le cose sono due: o il suo è un nervosismo accumulato, magari figlio anche del mondiale sempre più chimera, o dietro magari potrebbe esserci qualcos'altro, ma questa seconda opzione è quanto mai maliziosa..

Andrea ha detto...

Yashal ti posso garantire, essendo presente allo stadio, che c'era un pizzico di malumore ma nulla che potesse giustificare una reazione simile...Cassano ha sbagliato punto!
Si Antonio anch'io ho sentito vociferare che dietro a questo sfogo ci potrebbe essere il desiderio di Cassano di lasciare la Samp ma di Peter Pan credo tutto si possa dire tranne che sia un ipocrita e doppiogiochista, è lui che ha in mano il suo destino, se verrà il giorno che vorrà emigrare la società non lo ostacolerà...ciao!